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Ecobonus 110%: requisiti, lavori ammessi e possibili novità.

In attesa della versione definitiva del decreto Rilancio, ecco una panoramica di quello che sarà il nuovo Ecobonus potenziato al 110% e dei requisiti per ottenerlo.

Il Governo con il dl Rilancio del 19 maggio scorso ha dato una grande spinta agli investimenti nell’edilizia, introducendo incentivi importanti per quei cittadini che vogliono effettuare interventi che abbiano una valenza di efficienza energetica sulle loro abitazioni.

Infatti il testo del Decreto ha potenziato la percentuale di detrazione relativa all’Ecobonus e al Sisma Bonus portandola al 110%, in più ha definito i lavori, le condizioni di accesso, i beneficiari e le condizioni per la cessione del credito e per lo sconto in fattura.

Andiamo con ordine e vediamo tutte le novità per quanto riguarda l’efficienza energetica.

Super Ecobonus: per quali lavori?

Ci sono delle condizioni fondamentali da rispettare per avere diritto al beneficio.

Affinché la spesa sia detraibile al 110% è necessario che l’intervento aumenti di almeno due classi la prestazione energetica dell’edificio e che rientri nelle seguenti categorie:

  1. isolamento termico delle superfici opache per più del 25% della superficie disperdente dell’edificio, per una spesa detraibile fino a 60.000 euro per ogni unità immobiliare;
  2. per i condomini, sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore, ibridi o geotermici (anche dotati di pannelli fotovoltaici); spetteranno al massimo 30.000 euro per ogni unità immobiliare del condominio;
  3. per gli edifici unifamiliari, sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con pompa di calore, impianti ibridi, ecc..

La detrazione di tutti gli altri lavori minori contemplati dall’Ecobonus aumenta al 110% se questi vengono eseguiti contestualmente ad almeno uno dei lavori descritti ai punti precedenti, contribuendo al miglioramento dell’efficienza dell’edificio.

Il Super Ecobonus vale per le “spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dall’1 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021” per lavori sulla prima casa, ovvero sull’immoblie in cui si abita.

⇒ Tuttavia qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi giorni, perché la maggioranza punta a estendere il beneficio anche alle seconde case non di lusso (solo per due unità per ogni contribuente), i fabbricati strumentali, gli alberghi e le strutture del Terzo settore, fino al 2022.

Per la fruizione delle detrazioni fiscali non fa fede la data di inizio lavori, ma la data effettiva del pagamento, perché vale il principio di cassa.

Detrazione ordinaria, sconto in fattura e cessione del credito.

Lo sconto è davvero importante: con il 110%, per tutte le spese effettuate a partire dall’1 luglio, in pratica il contribuente si vedrà restituire il 10% in più rispetto a quanto speso nell’arco di 5 anni sotto forma di sconto Irpef da scalare dalle tasse al momento della dichiarazione dei redditi.

Una bella differenza rispetto all’Ecobonus ordinario, che consente di detrarre al massimo fino al 65%, da recuperare in 10 anni.

A rendere più che vantaggiosa questa misura non è solo la portata dello sconto, ma anche la possibilità di usufruirne tramite una modalità diversa rispetto alla dichiarazione con Modello 730.

Infatti in alternativa il contribuente potrà optare per:

  • lo sconto in fattura anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, come gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
  • il credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

In questi casi non sarà necessario anticipare i soldi per i lavori per poi recuperali negli anni a seguire tramite la dichiarazione dei redditi, tanto che già si parla del Super Ecobonus come dell’incentivo che consente di ristrutturare casa gratis.

Infatti lo sconto in fattura in pratica trasferisce alle imprese l’onere di anticipare il contributo statale riconosciuto al richiedente, e il decreto Rilancio permette alla ditta che ha svolto i lavori di cedere nuovamente il credito d’imposta alla banca.

Ci si aspetta, però, che sconto in fattura e cessione del credito vengano regolamentati in modo da non penalizzare le piccole e medie imprese (cosa che è successa in passato), vista la minore liquidità a disposizione rispetto ai grandi operatori del settore.

Naturalmente dobbiamo attendere il quadro completo e definitivo da parte del Governo per comprendere meglio il funzionamento dell’incentivo.

Per adesso la certezza è che a breve sarà disponibile uno sconto senza precedenti, che permetterà di investire nel miglioramento della propria casa e godere di un maggiore ritorno economico.

Un’opportunità che non puoi lasciarti sfuggire se stai pensando di fare importanti lavori di efficienza energetica!

Appena ci saranno novità e conferme, troverai tutti gli aggiornamenti sul nostro blog, quindi seguici nei prossimi giorni in questo spazio e sulla pagina Facebook dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA.

Naturalmente siamo a disposizione per maggiori informazioni anche per qualsiasi altro tuo progetto che riguardi la casa, pronti, come sempre, a dare adeguate risposte alle tue esigenze.

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Consigli per aprire una struttura turistica extralberghiera in Toscana.

Un Paese come l’Italia, con le sue bellezze artistiche e paesaggistiche note in tutto il mondo, ha davvero molto da offrire ai turisti. Allora perché non investire in questo settore? Se il tuo desiderio è aprire e gestire una piccola struttura turistica, ecco come fare.

Aprire una piccola struttura turistica è un ottimo modo per arrotondare le entrate familiari e per confrontarsi con ospiti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Per questo negli ultimi anni sono diventati sempre di più coloro che trovano una fonte di guadagno nell’affittare per brevi periodi una casa di proprietà o addirittura parte dell’abitazione in cui vivono. L’Italia ha un numero di strutture ricettive più elevato rispetto agli altri Paesi europei proprio perché  predominano gli esercizi extralberghieri.

Per avviare questa attività a gestione familiare c’è bisogno di una casa abbastanza grande e in parte inutilizzata da destinare all’ospitalità dei viaggiatori.

Tra le strutture micro-ricettive, il Bed and Breakfast è sicuramente la soluzione di maggior successo.

Il nome stesso ti dice quello che è fondamentale che gli ospiti trovino nella struttura: “il letto e la colazione”. Dovrai mettere a disposizione l’occorrente per il pernottamento, garantire la pulizia quotidiana della camera ed effettuare il cambio della biancheria ad ogni cambio d’ospite.

Per organizzare le stanze, segui le direttive regionali in materia, che variano da regione a regione; per la Toscana ecco il link della Legge Regionale del 20 dicembre 2016, n. 86, che regolamenta il nostro sistema turistico.

Qui il Bed and Breakfast figura tra le “strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione”, composte da non più di sei camere per i clienti, con una capacità ricettiva non superiore a dodici posti letto.

Il bagno può essere privato o in condivisione, l’immobile deve essere a norma rispetto ai requisiti igienico-sanitari  e di sicurezza prescritti per le abitazioni e non possono mancare attrezzature minime nei bagni, né arredi di base nelle camere.

Prima di intraprendere l’attività sei tenuto a comunicare le informazioni relative al numero di camere e posti letto disponibili e la gestione in forma imprenditoriale o non imprenditoriale dell’attività. Scegliendo la forma non imprenditoriale potrai esercitare la tua attività esclusivamente nella casa dove hai residenza e domicilio; dichiarando invece la forma imprenditoriale, potrai lavorare indipendentemente dal numero di alloggi gestiti e somministrare alimenti e bevande agli alloggiati.

Sarà poi indispensabile presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) in modalità telematica allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune di pertinenza.

Se invece vuoi fare una scelta ancora più particolare, apri un agriturismo.

Si tratta della struttura preferita principalmente da coppie e famiglie tra i 35 e i 65 anni, che desiderano dedicare del tempo al relax e alla buona cucina.

Requisito principale è possedere (in proprietà, usufrutto, affitto, comodato d’uso o per altro valido titolo) un’azienda agricola in esercizio, perché la maggior parte del reddito deve derivare dall’attività agricola e non da quella agrituristica, che deve essere complementare.

Nella nostra regione i cibi serviti o venduti devono rigorosamente essere prodotti aziendali, che provengono direttamente dalla propria azienda o dalle limitrofe, non acquistati al supermercato, nel rispetto del sistema di filiera corta.

Inoltre per avviare l’attività è necessario:

  1. aprire un fascicolo presso un CAA (Centro Autorizzato di Assistenza in Agricoltura) per la creazione della UPI (Unità Produttiva Integrata di reddito) con classificazione “agriturismo” collegata all’UTE (Ufficio Tecnico Erariale) di riferimento;
  2. compilare la Dichiarazione Unica Aziendale online sul sito www.artea.toscana.it, alla quale dovrà essere allegata la Relazione Agrituristica redatta sotto forma di autodichiarazione;
  3. inviare la Dichiarazione di Inizio Attività online sul sito www.suap.toscana.it

Stai cercando il luogo giusto per intraprendere la tua attività? L’Agenzia Immobiliare ARTECASA ha quello che fa per te. Abbiamo in vendita un incantevole cascinale in stile tipico Toscano a Latignano, una frazione del comune di Cascina (PI).

Questa zona gode di una posizione geografica invidiabile perché, pur proponendo paesaggi che sembrano fuori dal tempo, non è affatto isolata; da qui infatti sono facilmente raggiungibili sia la superstrada FI-PI-LI, sia l’Arnaccio.

La proprietà è frazionata in due abitazioni molto spaziose stile bifamiliare, di cui una lasciata al grezzo mentre l’altra è stata rivista in modo eccellente nel corso di una recente ristrutturazione. Il tipico stile rustico toscano, con i pavimenti in cotto e i tipici volte, travi e travicelli, giocano un ruolo da protagonista.

Il cascinale è circondato da vari ettari di terreno agricolo e da un immenso e curatissimo giardino completo di pozzo, pannelli solari e fotovoltaici.

Vicino al rustico c’è il classico fienile, disposto su due livelli e, a completare la meraviglia, c’è il lago, compreso nella proprietà, che offre un panorama unico e suggestivo e, allo stesso tempo, è ideale anche per pesca sportiva, rappresentando quindi un’occasione in più per ricavare un profitto per chi avesse intenzione di investire in questa proprietà col proposito di trasformarla in una struttura turistica.

Clicca qui per leggere la scheda completa dell’immobile e contattaci per maggiori informazioni!

Ti aspettiamo…