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Dichiarazione dei redditi 2019: quali sono le agevolazioni legate alla casa?

Dal 15 aprile il sito dell’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile online il modello 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi 2019.

Quali sono le spese legate alla casa che si possono detrarre?

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito il modello 730 precompilato per la dichiarazione dei redditi, che si potrà inviare dal 2 maggio al 23 luglio.

Nel documento ci sono diversi dati già inseriti: dalle spese sanitarie a quelle universitarie; dalle spese funebri ai premi assicurativi, dai contributi previdenziali alle spese universitarie, e altro ancora.

Spetta al contribuente consultarlo ed eventualmente modificarlo ed integrarlo prima dell’invio.

Per rendere più semplice la compilazione l’Agenzia delle Entrate ha realizzato un video tutorial e ha pubblicato una guida in cui fornisce tutte le indicazioni utili e le scadenze da ricordare.

Tra le spese detraibili dal 730 per quanto riguarda la casa abbiamo:

1.Interventi di ristrutturazione edilizia → Il Bonus ristrutturazioni permette di detrarre il 50% dei costi sostenuti per manutenzione ordinaria (solo su parti comuni condominiali), manutenzione straordinaria, ristrutturazione, restauro e risanamento di edifici residenziali o di singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale e sulle loro pertinenze fino ad un massimo di spesa pari a 96 mila euro.

Per ottenere questa agevolazione occorrono:

  • Fatture
  • Bonifici
  • Autorizzazioni comunali se necessarie
  • Dettaglio dei lavori se non indicati in fattura
  • Autorizzazione del proprietario per gli inquilini.

2.Interventi di riqualificazione energetica → L’Ecobonus prevede la possibilità di detrarre le spese per i lavori di risparmio energetico effettuati sull’immobile con aliquote differenziate che vanno dal 65% al 75% in base al tipo di intervento svolto.

Per ottenere l’incentivo, oltre ad essere in possesso di fatture e bonifico dedicato, occorre inviare all’Enea i dati sui lavori entro 90 giorni dal termine; l’invio è obbligatorio anche per gli interventi di risparmio energetico pagati con il bonifico per le ristrutturazioni.

3.Bonus mobili e Bonus verde → Anche per questi incentivi sono necessari la fattura e il pagamento con strumenti tracciabili (bonifico, bancomat, carte di credito).

Il Bonus mobili prevede la detrazione del 50% su un tetto di spesa massima di 10 mila euro per l’arredo di immobili che siano stati oggetto di lavori di ristrutturazione. L’agevolazione si può applicare anche all’acquisto di elettrodomestici, ma in questo caso serve anche la ricevuta dell’Enea.

Il Bonus verde è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, o per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili, da calcolare su un importo massimo di 5 mila euro per unità immobiliare.

4.Spese del mutuo prima casa → Sono detraibili dalla dichiarazione 2019, relativa ai redditi 2018, anche gli interessi passivi e gli oneri accessori del mutuo acceso per l’acquisto dell’abitazione principale.

La detrazione è del 19% su un tetto di spesa di 4 mila euro per un massimo, quindi, di 760 euro annui scalabili dall’Irpef.

È indispensabile che il mutuatario risulti titolare dell’immobile acquistato e del mutuo stipulato per comprarlo.

5.Spese di intermediazione immobiliare → Chi si rivolge ad una agenzia immobiliare per l’acquisto della prima casa può detrarre il 19% fino ad un massimo di spesa di 1.000 euro; se ci sono più acquirenti la detrazione spetta in base alla quota di ciascuno e nel caso in cui la fattura sia intestata solo ad uno di loro, occorre annotare i nomi di tutti gli altri.

6.Affitto prima casa → Nel modello 730 si possono inoltre detrarre le spese sostenute per l’affitto di una casa adibita ad abitazione principale.

L’importo della detrazione varia a seconda del tipo di contratto di locazione stipulato tra inquilino e proprietario, se si tratta di cedolare secca o tassazione ordinaria.

Nel caso in cui l’affitto sia stato stipulato utilizzando la cedolare secca, il contribuente deve compilare il rigo E1 del modello 730 e indicare il codice 2; l’importo detraibile cambia in base al reddito:

  • se il reddito non supera i 15.493,71 euro si possono detrarre 495,80 euro,
  • se il reddito è tra 15.493,72 e 30.987,41 euro si possono detrarre 247,90 euro.

Invece per i contratti di locazione con tassazione ordinaria si ha diritto a una detrazione di:

  • 300 euro se il reddito non supera i 15.493,71 euro
  • 150 euro se il reddito è compreso tra 15.493,72 e 30.987,41 euro.

Per richiedere questa agevolazione servono il contratto di locazione e copia o ricevuta dei pagamenti.

Hai bisogno di maggiori informazioni? Lascia la tua domanda in un commento oppure contattaci!

L’Agenzia Immobiliare ARTECASA saprà darti le risposte che stai cercando.

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Garanzia mutuo giovani: chi può fare domanda e realizzare il suo sogno.

L’acquisto della prima casa è un traguardo importantissimo e riuscire a farlo solo con le proprie forze è molto difficile. Tuttavia comprare casa è un sogno realizzabile attraverso un mutuo e, in possesso di determinati requisiti, si ha diritto ad accedere al Fondo Garanzia mutuo giovani. Ecco tutto quello che devi sapere a riguardo.

Acquistare una casa significa investire una somma importante tutta in una volta; nella maggior parte dei casi gli italiani ricorrono al mutuo. Al momento i tassi di interesse sono ancora bassi, e quindi convenienti per gli acquirenti…ma richiedere ed ottenere un mutuo non è così facile e i vari Istituti di Credito richiedono una serie di garanzie, requisiti e documenti.

I requisiti sono di due generi:
  1. LEGALI: è indispensabile essere maggiorenni, essere cittadini italiani residenti in Italia o di Paesi europei o extra-comunitari con residenza in Italia.
  2. ECONOMICI: la banca verifica attraverso un’istruttoria che il richiedente possa sostenere quel mutuo, quindi sia capace di restituirlo nei termini previsti dal contratto. Di solito si effettua un calcolo sulla rata mensile del mutuo comprensivo degli interessi, che non deve andare oltre un terzo del reddito mensile.
I documenti da presentare variano in base all’Istituto di Credito al quale ci si rivolge, ma generalmente devono essere forniti:
  • una dichiarazione del datore di lavoro indicante gli anni di servizio di chi richiede il mutuo
  • l’ultimo cedolino e modello CUD
  • il certificato di nascita
  • il certificato di stato civile
  • il compromesso di vendita
  • il certificato di abitabilità dell’immobile

Il problema che oggi interessa soprattutto i più giovani che vorrebbero acquistare casa è la difficoltà nel rispettare i requisiti economici.

Per agevolare la concessione del mutuo da parte delle banche, lo Stato mette a disposizione il Fondo Garanzia Mutuo Prima Casa. Questo vuol dire che lo Stato stesso si fa garante  per il 50% della quota capitale del mutuo concesso.

Nello schema che segue riassumiamo brevemente i requisiti indispensabili per chi vuole fare domanda e per quali immobili si può usufruire della Garanzia mutuo giovani.

Garanzia mutuo giovani 2018

Perciò i giovani che desiderano acquistare la loro prima casa presentando la domanda al Fondo, possono ottenere agevolazioni su: mutui ipotecari per l’acquisto prima casa; mutui ipotecari che non superano i 250.000 euro; mutui con tassi applicati e condizioni, stabiliti dalle singole banche entro i parametri predefiniti.

Per inoltrare la richiesta devi presentare la domanda tramite l’apposito modulo (scaricalo cliccando qui!) direttamente alla banca o all’intermediario che aderisce all’iniziativa.

Una volta verificata tutta la documentazione del richiedente, la banca invia la domanda online al Gestore del Fondo per la Casa, dove le viene attribuito un numero di protocollo progressivo secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta, in modo da determinare la precedenza di diritto all’accesso alle agevolazioni in caso di scarsità di fondi.

A questo punto, ai fini di concessione del mutuo con le agevolazioni acquisto prima casa, le banche sono libere di accettare o rifiutare la richiesta.

Se l’esito della domanda è positivo, entro 30 giorni lavorativi sarà erogato il mutuo e partirà anche la garanzia dello Stato. In cosa consiste esattamente? Le banche e gli intermediari si impegnano a non chiedere ai mutuatari altre garanzie oltre all’ipoteca sull’immobile e alla garanzia fornita dallo Stato; quest’ultima interviene se il proprietario non riesce a più a pagare le rate del mutuo dopo aver coperto:

  • il 50% della quota capitale,
  • degli oneri non superiori al 5% del capitale residuo,
  • degli interessi calcolati al tasso legale.

In questa situazione, il recupero del credito non viene attivato dalla banca, ma dallo stesso Ministero della Gioventù con l’emissione di cartelle esattoriali.

Se hai i requisiti che abbiamo elencato e vuoi davvero realizzare il tuo sogno di acquistare casa, approfitta dei vantaggi offerti dal Fondo Garanzia mutuo giovani 2018! Cerca l’immobile perfetto per te e mettiti nelle mani esperte dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA, sinonimo di professionalità nella Provincia di Pisa.

Saremo al tuo fianco per aiutarti a gestire al meglio ogni aspetto della tua compravendita.

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A presto!

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Il proprietario e l’immobile: tutti i requisiti per il bonus prima casa.

Il bonus per l’acquisto prima casa è un’agevolazione fiscale importante per chi compra un immobile da destinare ad uso di abitazione principale. Chi ne ha diritto? ARTECASA Immobiliare ti spiega quali sono tutti i requisiti per il bonus prima casa.

Per ottenere le agevolazioni per l’acquisto prima casa basta dichiarare al notaio che rogita l’atto di vendita dell’immobile di essere in possesso dei requisiti per fare richiesta. Sarà il notaio stesso a calcolare le imposte agevolate.

La normativa fiscale prevede che chi acquista un immobile può richiedere di pagare le imposte dovute sulla casa e sulle relative pertinenze in misura ridotta rispetto a quelle ordinarie. Questo è possibile in presenza di determinate condizioni.

Innanzitutto, come dice il nome stesso dell’agevolazione, il bonus è previsto per la “prima casa”, ovvero per l’immobile destinato ad essere l’abitazione principale del proprietario.

L’incentivo spetta sia a chi acquista da una ditta di costruzioni, sia da un privato e comporta un notevole risparmio di imposta. Vediamo i due casi:

  • chi acquista casa dal costruttore deve pagare solo il 4% di IVA anziché l’ordinario pagamento al 10%; inoltre le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono fisse, di 200 euro l’una;
  • chi acquista da privato o da una società che non sia l’impresa costruttrice vedrà diminuire l’imposta di registro dovuta dal 9% al 2%. L’imposta ipotecaria e quella catastale sono da versare in misura fissa e ammontano a 50 euro ciascuna. Nella compravendita non soggetta a IVA il valore catastale sul quale sarà poi calcolata la tassazione imponibile si determina tramite il meccanismo del prezzo-valore:

Valore catastale “prima casa”= rendita catastale x 1,05 x 110

L’Agenzia delle Entrate sottolinea che tutti gli atti necessari per gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari, sono esenti da bollo.

requisiti prima casa

I requisiti dell’immobile.

  1. L’immobile deve appartiene a una delle seguenti categorie catastali: A/2 (abitazioni di tipo civile), A/3 (abitazioni di tipo economico), A/4 (abitazioni di tipo popolare), A/5 (abitazioni di tipo ultrapopolare), A/6 (abitazioni di tipo rurale), A/7 (abitazioni in villini), A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).
  2. Sono esclusi dall’incentivo gli immobili di lusso, appartenenti alle categorie catastali: A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in ville) e A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).
  3. Il bonus prima casa è esteso alle pertinenze, anche se comprate con atto separato da quello di compravendita, purché siano destinate a servizio dell’abitazione principale e rientrino nelle categorie catastali: C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte).
  4. L’immobile deve trovarsi nel Comune in cui il proprietario ha (o intende stabilire) la residenza, oppure lavora.

I requisiti del proprietario.

  1. Il proprietario non deve possedere in tutta Italia un’altra abitazione acquistata col bonus prima casa.
  2. Non può essere proprietario anche di un altro immobile nello stesso Comune dove si trova l’abitazione acquistata, nemmeno se in comunione col coniuge. Se così non fosse, il compratore ha 12 mesi di tempo per vendere il precedente immobile.
  3. L’immobile deve trovarsi nel Comune in cui il proprietario possiede (o intende stabilire) la residenza, o lavora. Nel caso in cui risieda in un Comune diverso da quello in cui si trova l’immobile in questione, dovrà necessariamente trasferire la residenza nel nuovo Comune entro 18 mesi dall’acquisto. La dichiarazione di voler effettuare il cambio di residenza deve essere inserita nell’atto di acquisto.
  4. Il proprietario lavora, studia, svolge attività di volontariato o sportiva nel Comune in cui si trova l’immobile.
  5. Il bonus spetta se la casa è situata nel Comune in cui lavora il datore di lavoro, se l’acquirente si è trasferito all’estero per lavorare; inoltre l’immobile può essere situato nell’intero territorio nazionale se l’acquirente è un cittadino italiano emigrato all’estero o fa parte delle Forze armate o delle Forze di polizia.
  6. Per mantenere i benefici fiscali derivanti dal bonus, il proprietario non deve vendere la casa prima che siano trascorsi 5 anni.

I casi specifici in cui si può usufruire del bonus essendo già proprietari.

Se si possiede già un’altra casa situata nel medesimo Comune o comunque acquistata con l’agevolazione prima casa, indipendentemente dalle sue caratteristiche strutturali, non è obbligatorio cedere la precedente abitazione per usufruire una seconda volta del bonus, se:

  • il primo immobile acquistato viene valutato inidoneo all’uso. La recente Sentenza n. 2565 del 2 febbraio 2018, infatti ha stabilito che può essere riconosciuto il beneficio prima casa sia per circostanze di natura oggettiva (come l’effettiva inabitabilità), sia di natura soggettiva (ad esempio nel caso in cui il fabbricato sia inadeguato per dimensioni o caratteristiche qualitative);
  • il primo immobile è stato ricevuto in donazione. L’importante è che vengano rispettate le condizioni quali l’appartenenza dell’immobile ad una classe catastale non di lusso e l’appartenenza della casa al Comune di residenza oppure al Comune in cui ti trasferirai entro 18 mesi;
  • la seconda casa è stata acquistata per ampliare la prima. In questo caso infatti si presuppone che i due immobili si fonderanno per formare un’unica unità abitativa.

Sei alla ricerca della tua prima casa? Visita il sito di ARTECASA Immobiliare e cerca l’abitazione dei tuoi sogni!