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La casa si vende meglio senza oggetti personali in vista: lo dice la scienza!

È vero che togliere dalla vista fotografie, quadri e oggetti personali contribuisce a rendere la casa più affascinante per l’acquirente?

Sì, è vero e il motivo lo spiega la scienza.

Quando si vuole vendere casa la prima cosa da fare è cercare di mettere in luce le migliori qualità dell’immobile e far risaltare quelli che sono i pregi che potranno far innamorare l’acquirente e portare dritti al rogito in breve tempo.

La tua casa deve apparire al meglio nelle foto dell’annuncio e anche durante le visite, quando i potenziali clienti verranno a vederla.

Sicuramente se a seguire la tua vendita c’è un professionista qualificato come gli agenti dello staff dell’Immobiliare ARTECASA, ti sarà stato consigliato non solo di mettere in ordine l’immobile e fare spazio, ma anche di togliere possibilmente dalla vista gli oggetti personali che si legano a te e agli altri abitanti della casa, come ad esempio le fotografie.

Si tratta del primo passo per “spersonalizzare” lo spazio. Cosa significa?

La “spersonalizzazione” degli ambienti è uno dei principi cardine dell’home staging, una tecnica di marketing immobiliare che consiste nell’allestire un immobile come se si trattasse di un oggetto in vetrina, per facilitarne la vendita o la locazione.

Usato in America già da vari anni, l’home staging sta prendendo piede anche in Italia ed è effettivamente in grado di accelerare i tempi di vendita.

Secondo questa tecnica eliminare tutti i “segni rivelatori della vita umana” in una casa e sistemarla in modo che si mostri esattamente come potrebbe apparire un ambiente ritratto su una rivista, ha un maggiore impatto sul potenziale acquirente.

Il visitatore infatti, trovandosi in un ambiente che appare come nuovo, riesce con più facilità a immedesimarsi nel contesto.

È stato dimostrato che quando guardiamo un’immagine siamo attratti in maniera innata dai volti.

Ci concentriamo su quelli per motivi profondi, legati a un meccanismo preistorico per cui la sopravvivenza umana dipende dal rilevamento di altri esseri viventi.

Secondo Colin Ellard, neuroscienziato dell’Università di Waterloo che studia l’impatto del design urbano sulla psicologia umana, il nostro cervello per natura si focalizza proprio sulle persone.

Anche vedere oggetti che rimandano a esperienze strettamente personali, come ad esempio un souvenir acquistato durante un viaggio o un diploma di laurea incorniciato, può contribuire a darci un senso di distacco rispetto all’ambiente che stiamo osservando e richiamare invece alla memoria il nostro vissuto.

Se però ci troviamo di fronte a una scena vuota, la nostra mente ha la capacità di darci un senso di appartenenza allo spazio stesso e di “proiettarci” nell’immagine.

Ed ecco che diventa facile calarsi nel contesto e immaginare come sarebbe quello stesso ambiente se lo potessimo modificare con la nostra presenza.

Come vedi i meccanismi che entrano in gioco durante la vendita di un immobile sono i più vari e curiosi, perciò lascia che le emozioni ti aiutino a realizzare il tuo progetto e segui i consigli del tuo agente per preparare tutto in modo corretto e professionale.

La guida dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA può davvero fare la differenza!

Contattaci per scoprire tutto ciò che possiamo fare per aiutarti a vendere nel modo giusto e in tempi brevi!

Ti aspettiamo!

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Aumentano le vendite, ma il mercato immobiliare non è ancora al top.

Il nuovo Rapporto Dati Statistici Notarili parla di un mercato immobiliare in crescita, ma ci sono le condizioni per fare molto meglio.

Secondo i dati del nuovo Rapporto Dati Statistici Notarili, che fotografa le compravendite di beni immobili nella prima metà dell’anno, il mercato italiano continua a crescere.

Nel primo semestre 2019 segna infatti un trend positivo del +5,91%, dopo il progresso del 10,72% nello stesso periodo del 2018, rispetto al 2017.

Dunque il mercato immobiliare si è lasciato la crisi alle spalle in modo definitivo, tuttavia lo slancio e il fermento (che muovono, per esempio, Milano) non sono gli stessi su tutto il territorio nazionale.

Più è alto il grado di urbanizzazione dei Comuni, più sembra dinamico il loro, piccolo o grande, mercato, e la domanda immobiliare negli ultimi anni è stata più elevata specialmente nei grandi centri del Nord-Est e del Centro Italia: la ripresa dei rogiti da qui si è allargata alle zone periferiche.

Prime case o investimenti?

Le agevolazioni per l’acquisto della prima casa sono state chieste nel 60% dei casi e questo conferma il fatto che nel nostro Paese ben oltre la metà degli immobili viene acquistata per essere destinata ad abitazione principale.

Ciò significa che chi compra un immobile da mettere a reddito è ancora la minoranza, sebbene ci sia la situazione ideale per favorire gli investitori.

Infatti l’offerta immobiliare è varia, si registra una tendenza espansiva dei canoni di locazione e i prezzi delle case ancora non hanno ripreso quota, cosa che consente di comprare a prezzi convenienti.

Non solo: i tassi di interesse ai minimi storici (attualmente al di sotto del 2% anche per il tasso fisso!) rendono vantaggioso l’acquisto per chi compra una nuova casa, ma anche per chi vuole investire nel mattone senza impiegare capitale proprio.

Considerando il quadro generale, c’è da dire che il mercato immobiliare si sta riprendendo, ma che le condizioni di eccezionale favore dei tassi di interesse e dei prezzi dovrebbero alimentare di più la crescita del numero di compravendite!

La verità è che c’è molto più credito di quanto ci sia domanda da parte delle famiglie: se da un lato le banche sono pronte a elargire mutui, di diverso avviso sono gli acquirenti, che temono di chiedere un prestito per comprare casa.

Quest’anno in Italia in totale realizzeremo poco più di 600.000 compravendite, cifra che negli anni pre-crisi sarebbe stata di gran lunga superata se si fossero verificate allora le medesime condizioni vantaggiose sui mutui.

Perché? C’è una certa incertezza nella voglia di casa degli italiani, che si ritrovano spesso a rimandare le scelte d’acquisto perché rispetto al passato sono più preoccupati all’idea di indebitarsi, il mondo del lavoro offre meno stabilità e di conseguenza il mercato del mattone rallenta sebbene, come abbiamo già detto in un altro articolo, le banche abbiano pensato ad alcune soluzioni per venire incontro agli aspiranti mutuatari.

Soprattutto in favore dei più giovani sono stati introdotti prodotti come i mutui flessibili, i mutui al 100% e mutui che possono durare anche più di 30 anni.

Inoltre sono state ufficializzate e via via rifinanziate alcune misure statali particolarmente vantaggiose, come il Fondo di garanzia per l’acquisto prima casa.

Stai pensando di comprare casa?

Che si tratti della tua abitazione o di un immobile da mettere a reddito, approfitta dei prezzi (per ora) ancora convenienti e dei tassi sui mutui ai minimi storici.

Comincia subito a cercare l’occasione che fa al caso tuo e ricorda che affidarsi a un professionista del settore è la scelta giusta per realizzare il tuo progetto in modo sicuro.

Contattaci! L’Agenzia Immobiliare ARTECASA sarà con te in ogni fase del tuo acquisto, dalla ricerca dell’immobile adatto fino al rogito.

Ti aspettiamo!

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Tutti pazzi per la surroga: raddoppiano le richieste rispetto a un anno fa.

I recenti tagli sui tassi operati dalla Banca Centrale Europea hanno reso ancora più convenienti le condizioni per chi stipula un nuovo mutuo e hanno invogliato chi ha già un finanziamento in essere a procedere con la surroga.

Tra settembre e ottobre le richieste sono raddoppiate.

A settembre e ottobre si è verificata una vera e propria ondata di surroghe.

Il numero dei mutuatari che hanno deciso di passare ad un nuovo istituto di credito per beneficiare di condizioni più vantaggiose sul mutuo rispetto a quelle stabilite con la propria banca è praticamente raddoppiato rispetto a un anno fa.

L’accelerazione si deduce dall’Osservatorio Crif che, rilevando le richieste sia dei mutui via web che di quelli allo sportello, ha un campione vicino all’80% del mercato generale: per la prima volta dopo nove mesi di contrazione, a settembre la domanda di mutui è tornata in territorio positivo, evidentemente proprio grazie al boom delle surroghe.

C’era da aspettarselo: i tassi bassi come mai prima d’ora in seguito alle ultime disposizioni del presidente uscente della BCE Mario Draghi hanno creato la situazione ideale per l’esodo da una banca all’altra, anche perché non si sa quanto potranno durare le attuali disposizioni con l’arrivo di Christine Lagarde a capo del direttivo.

Ad agosto sono stati registrati i nuovi minimi storici e gli italiani ne hanno subito approfittato per adeguare i propri mutui alle nuove condizioni di mercato.

Numeri alla mano, i tassi proposti dalle banche per un mutuo non superiore al 50% del valore della casa sono precipitati intorno all’1% per il fisso e intorno allo 0,6% per il variabile.

Dunque cambiare il proprio mutuo ottenendo rate più leggere, magari accorciandone la durata, non è mai stato così conveniente e a portata di mano, anche perché la surroga è un’operazione semplice e gratuita

Infatti dal 2007 chi sceglie di cambiare banca:

  • non deve sostenere costi notarili perché non viene modificato l’importo del mutuo e, quindi, i valori su cui si regge l’ipoteca non vanno modificati
  • non deve farsi carico di eventuali altri oneri, che graveranno sulla nuova banca.

Surroga 2019: cosa scelgono i mutuatari?

Il tasso fisso è in assoluto l’opzione preferita e in molti casi chi surroga lo fa passando da un tasso fisso ad un altro tasso fisso, ma c’è anche chi sta approfittando del momento favorevole per trasformare il suo vecchio variabile in un fisso di poco più caro, circa 20 o 30 punti base.

Ad optare per la surroga sono soprattutto:

  • coloro che hanno sottoscritto un mutuo negli anni passati in cui i tassi erano a livelli ben più alti di quelli attuali
  • coloro che hanno già effettuato una precedente surroga e vogliono migliorare ancora le condizioni, operazione possibile dal momento che non esiste un limite di surroghe che può essere richiesto per lo stesso mutuo.

Ma attenzione: le banche non vedono di buon occhio i clienti che sono già ricorsi altre volte a questo strumento, pertanto potrebbero rifiutare la richiesta del mutuatario.

Inoltre prima di procedere con la surroga, è opportuno verificare che sia davvero vantaggiosa nel tuo caso specifico. Infatti la surroga non conviene, ad esempio, se si è vicini alla conclusione del mutuo: in tal caso la maggioranza degli interessi è stata già pagata e risulterebbe poco conveniente ripartire con il pagamento di una quota di interessi importante, tipico dei piani di ammortamento alla francese.

Resta sempre aggiornato su tutte le novità del mondo immobiliare seguendo il nostro blog e la pagina Facebook dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA e se hai bisogno di maggiori informazioni contattaci!

L’Agenzia Immobiliare ARTECASA è in grado di guidarti in ogni fase della tua operazione immobiliare consigliarti anche sulla forma di mutuo più adatta a te.

A presto!

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Bonus affitto, la novità in arrivo dal 2020.

Tra le novità previste dalla Manovra economica c’è il Bonus affitto 2020. Vediamo di cosa si tratta e a chi è destinata questa misura.

Il nuovo Piano Casa denominato Rinascita Urbana, fortemente voluto dalla ministra alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, prevede un programma a sostegno dei contribuenti con reddito basso, per il quale verrà stanziato un capitale di 1 miliardo di euro da distribuire in più anni.

Il duplice obiettivo è quello di incentivare la crescita dell’edilizia residenziale, pubblica e sociale, e spingere la rigenerazione urbana.

In questo contesto, il Bonus Affitto 2020 si configura come una nuova agevolazione economica per le famiglie in difficoltà che vivono in affitto.

Cos’è il Bonus affitto 2020?

A contribuire al Piano Casa pluriennale ci saranno anche le Regioni e risorse private, dalla Cassa Depositi e Prestiti e fondi privati, e una buona parte dei proventi andrà a finanziare proprio  il fondo di sostegno alla locazione per facilitare a molte famiglie l’accesso all’affitto.

Oltre a questa misura, verranno comunque mantenuti i contributi all’affitto in caso di morosità incolpevole e le detrazioni sulle spese d’affitto prima casa, che possono essere dichiarate nel modello 730 secondo le modalità che trovi indicate nel nostro articolo dedicato alle agevolazioni legate alla casa da evidenziare nella dichiarazione dei redditi.

Per adesso non sono state divulgate notizie ufficiali sul funzionamento del nuovo incentivo per la locazione.

Quello che si sa per certo è che per ottenere il diritto al Bonus affitto sarà necessario presentare un’apposita richiesta.

Le risorse messe a disposizione arriveranno quindi direttamente ai beneficiari in seguito alla definizione di graduatorie comunali che saranno aggiornate ogni tre mesi.

Punto centrale del Piano Casa, il Bonus Affitto 2020 si accompagna ad altri importanti interventi pensati per la riqualificazione urbana, con lo scopo di favorire la rinascita di interi quartieri cittadini.

Infatti il progetto prevede lo sviluppo di infrastrutture urbane e di “servizi connessi all’abitare” quali:

  • il primo soccorso;
  • il piccolo e medio commercio;
  • gli spazi collettivi e relazionali;
  • la manutenzione straordinaria;
  • il miglioramento sismico;
  • la riconversione di immobili e spazi oggi inutilizzati (pubblici e privati);
  • la sostenibilità energetica;
  • l’innovazione tecnologica e l’incremento della domotica;
  • la fibra ottica;
  • il co-housing;
  • gli spazi di socializzazione nei condomini;
  • residenze temporanee per studenti.

Si potrà accedere ai finanziamenti tramite un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: una commissione di esperti di elevata professionalità avrà il compito di valutare i progetti proposti, ciascuno dei quali potrà beneficiare di un importo massimo pari a 20 milioni di euro.

Altri provvedimenti 2020 per il settore delle locazioni.

Inizialmente era stata manifestata l’intenzione di aumentare l’aliquota della cedolare secca dal 10 al 12,5% sui contratti di affitto a canone concordato ma, dopo aver analizzato le conseguenze che sarebbero derivate dall’aumento del carico fiscale per i proprietari, il governo ha preferito tornare sui propri passi.

Così il Decreto fiscale 2020 ha confermato l’imposta sostitutiva con aliquota agevolata al 10%, e per il prossimo anno sembra ormai certa anche la proroga della cedolare secca al 21% per i contratti di affitto di immobili commerciali.

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Vendere casa affittata: le risposte ai 3 dubbi più frequenti del proprietario.

Sei proprietario di un immobile e ti trovi a doverlo vendere: come puoi fare se la casa è affittata? Ecco 3 cose da sapere assolutamente se vuoi vendere un immobile oggetto di contratto di locazione.

Hai bisogno di liquidità o forse per te è diventato troppo impegnativo gestire la tua seconda casa; qualunque sia la ragione che ti spinge a voler alienare il tuo immobile, se il bene è affittato ci sono dei punti importanti sui quali devi riflettere prima di compiere questo passo.

1.È sempre possibile vendere una casa affittata?

Se deve vendere la casa, il locatore può recedere dal contratto di affitto in qualunque momento; ha però l’obbligo di comunicare questa intenzione al locatore e di informare l’aspirante acquirente del fatto che l’immobile è oggetto di contratto di locazione.

La principale difficoltà che il venditore può incontrare è quella di trovare un acquirente disposto ad accettare la presenza di un contratto di affitto sull’immobile.

Invece l’inquilino è tutelato perché il contratto resta in vigore alle stesse condizioni con l’unica differenza che il nuovo titolare dell’immobile sostituisce il precedente.

Infatti secondo quanto stabilito all’art. 1602 del Codice Civile, chi compra la casa subentra, dal giorno del suo acquisto, nei diritti e nelle obbligazioni derivanti dal contratto di locazione”.

Il proprietario può trovarsi in due situazioni:

  1. il contratto di locazione non è vicino alla scadenza: se non si riesce a trovare un acquirente disposto a subentrare come locatore e a mantenere in essere il contratto stesso, il proprietario può optare per una risoluzione anticipata e consensuale del contratto. In pratica si tratta di convincere l’inquilino ad andarsene spontaneamente; in questo caso è conveniente puntare a mantenere un rapporto sereno con l’inquilino, informandolo con ampio anticipo dell’intenzione di vendere, cercando con con lui un a soluzione alternativa, o proponendo uno sconto sui canoni mensili rimanenti.
  2. Il contratto di locazione è vicino alla scadenza: se siamo prossimi alla prima scadenza (4 anni per la locazione a canone libero e 3 anni se il contratto in questione è a canone concordato), il proprietario può vendere solo se, oltre alla casa in cui si risiede, ha la proprietà di quel solo immobile ad uso abitativo. Altra condizione fondamentale è che la comunicazione relativa al mancato rinnovo del contratto sia inviata all’affittuario almeno 6 mesi prima della scadenza tramite lettera raccomandata che indichi espressamente la volontà di alienare l’immobile. Se invece il contratto di affitto è vicino alla seconda scadenza (8 anni per la locazione a canone libero e 5 anni per quello a canone concordato) il titolare è libero di vendere dopo il termine del contratto stesso, ma dovrà comunque comunicare il mancato rinnovo con raccomandata.

2.Quando l’inquilino ha diritto di prelazione?

Secondo quando previsto dalla legge n. 431 del 1998 a determinate condizioni, in caso di vendita dell’immobile adibito a uso abitativo il conduttore ha il diritto di prelazione sullo stesso.

Il diritto di prelazione permette a un soggetto di essere preferito rispetto ad altri e alle stesse condizioni.

Ciò vuol dire che l’affittuario, se interessato, può essere il primo ad avere la possibilità di acquistare la casa e che a parità di prezzo il locatore è tenuto a preferire proprio il suo inquilino rispetto ad altri possibili acquirenti.

Il diritto di prelazione scatta automaticamente se:

  • il locatore disdice il contratto alla prima scadenza (a 4 o 3 anni in base al tipo di contratto)
  • il locatore non risulta proprietario di altri immobili a uso abitativo salvo quello eventualmente adibito a propria abitazione.

In caso di disdetta alla seconda scadenza della locazione (dopo 8 o 5 anni) il diritto di prelazione dell’inquilino sussiste solo se esplicitamente previsto nel contratto di affitto.

Una volta ricevuta la comunicazione relativa a condizioni e corrispettivo della compravendita da parte del proprietario, l’inquilino ha 60 giorni per comunicare a sua volta il diritto di prelazione.

Esistono anche alcune eccezioni al diritto di prelazione; nello specifico:

  • se l’immobile è in comproprietà tra il locatore e altri soggetti a titolo di comunione ereditaria, il diritto di prelazione dei coeredi fa passare in secondo piano quello dell’inquilino;
  • se la vendita è destinata al coniuge del locatore o ai suoi parenti entro il secondo grado, all’inquilino non spetta alcun diritto.

3.Vendere una casa affittata è conveniente?

La risposta a questa domanda è: dipende dall’acquirente!

Infatti se trovi un acquirente che intende usare l’immobile come sua abitazione principale, la presenza di un inquilino può essere un elemento deterrente o penalizzante.

Dovendo aspettare che l’immobile si liberi, chi acquista una casa affittata di solito chiede maggiore disponibilità a trattare sul prezzo di vendita.

Invece tutto cambia quando anche l’acquirente intende utilizzare l’immobile come seconda casa: l’investimento verrà addirittura incentivato dalla presenza di un inquilino, dato che il futuro proprietario non dovrà neanche perdere tempo a cercare un conduttore affidabile, specialmente se viene dimostrata la correttezza e la regolarità nei pagamenti del canone.

Per valutare ogni aspetto della tua vendita lascia che sia un professionista a guidarti! Contatta l’Agenzia Immobiliare ARTECASA per maggiori informazioni!

A presto…

 

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5 mosse per realizzare un annuncio immobiliare “quasi” perfetto.

Un annuncio immobiliare ben strutturato è lo strumento indispensabile per far sì che gli acquirenti che cercano casa online si interessino al tuo immobile in vendita.

Scopri come crearlo nel modo giusto.

Ormai praticamente tutte le ricerche di coloro che desiderano trovare una nuova casa hanno come punto di partenza siti e portali immobiliari.

Una volta impostati i parametri basta cliccare invio per trovare una quantità indefinita di annunci.

Gli immobili sono davvero tanti, per cui l’utente seleziona (potremmo dire quasi istintivamente) quelli che a prima vista gli sembrano più interessanti.

Perciò se vuoi vendere in modo rapido la tua casa la prima cosa che devi fare è riuscire a realizzare un annuncio di qualità in grado di catturare l’attenzione, distinguerti dagli altri ed invogliare chi cerca un immobile da comprare a saperne di più e magari a venire a vedere di persona la tua abitazione.

Ecco quali sono le 5 cose da fare per preparare un annuncio interessante.

1.Prepara il set fotografico.

Perché la tua casa appaia al meglio nelle foto dell’annuncio, devi fare un bel lavoro di preparazione.

Comincia eliminando il superfluo, pulendo ogni stanza e mettendo in ordine.

Togli dalla vista tutti gli oggetti e i soprammobili che si sono accumulati nel tempo, fai spazio e abbellisci con qualche tocco di colore: anche una zona vissuta come la cucina deve essere impeccabile.

2.Occhio ai dettagli.

Prima di scattare le tue foto assicurati che ci siano:

  • la TV spenta,
  • le porte aperte (così da favorire il passaggio della luce e allo stesso tempo dare meglio l’idea degli spazi),
  • la tavoletta del wc abbassata e i saponi non in vista,
  • copriletti e copridivano stirati.

Sembrano sciocchezze, ma per avere un buon risultato anche i dettagli sono essenziali.

3.Più luce che puoi!

La luce è fondamentale per valorizzare e definire gli spazi.

Quindi per scattare le tue fotografie scegli le ore della giornata in cui l’illuminazione è migliore, apri le persiane e accendi tutte le luci, compresi eventuali led e faretti sul piano in cucina.

4.La giusta inquadratura.

L’ideale è fotografare almeno 3 pareti per dare profondità all’immagine, inquadrando in orizzontale e possibilmente con la finestra alle spalle, evitando così di fare foto in controluce.

È importante che nelle immagini non vengano immortalate anche persone o animali.

5.La descrizione dell’immobile.

Una volta che le foto sono pronte, passa alla descrizione.

Le immagini sono l’arma più potente per catturare l’attenzione, ma è necessario che queste siano corredate da un testo efficace.

Deve essere veritiero, breve, completo, chiaro, ma un testo come:

“Pisa – Appartamento al piano terra di piccolo condominio composto da: zona giorno open space con angolo cottura, disimpegno, camera matrimoniale, camerina e bagno con finestra. Libero da subito.”

… non è una vera descrizione, ma un elenco! Un annuncio immobiliare deve essere scritto come se stessimo accompagnando l’acquirente durante una visita attraverso le varie stanze.

Sarà utile arricchire con qualche dettaglio sulla zona per attrarre i clienti in target; ad esempio espressioni come: “in una zona tranquilla”,  “immerso nel verde”… attireranno chi cerca una casa in un luogo silenzioso, in cui godersi relax e pace. Viceversa “a due passi dal centro”, “vicino ai principali servizi”… richiameranno l’attenzione di chi vuole una sistemazione in città.

Infine non possono mancare i punti di forza della casa: “vista panoramica”, “recentemente ristrutturato con finiture di lusso”, “luminosa zona giorno open space” e così via.

Ma andiamo un attimo a chiarire il nostro titolo: perché abbiamo parlato di un annuncio immobiliare quasi perfetto?

La risposta è semplice: l’annuncio immobiliare perfetto non esiste. Esiste solo l’annuncio adatto all’immobile da vendere.

Ogni casa ha le sue caratteristiche e le proprie potenzialità. Non si può trovare una strategia pubblicitaria uguale e valida per tutte le case nello stesso modo.

Quelle fornite nel nostro articolo sono solo delle semplici basi che non possono mancare nella composizione di un buon annuncio, ma da qui a formulare una vera e propria strategia di marketing c’è molta strada da fare.

Questo un buon agente immobiliare lo sa.

Noi dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA riserviamo ad ogni cliente un servizio personalizzato cucito su misura sull’immobile da mettere sul mercato, fornendo una qualità e una sicurezza nella gestione della vendita che di certo non può essere raggiunta in una compravendita condotta privatamente.

Contattaci per scoprire tutto ciò che possiamo fare per aiutarti a realizzare la vendita della tua casa a regola d’arte, anzi, a regola d’ARTECASA!

Ti aspettiamo!

 

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Il cambiamento è sempre un bel punto di partenza: la nuova sede di ARTECASA.

“Per la gestione della tua compravendita a regola d’ARTE… CASA” è da sempre quello che potremmo definire il nostro slogan.

Se pensiamo al significato della parola “arte” in senso lato, vediamo che indica l’insieme di tecniche e di conoscenze che hanno un’applicazione pratica in un ambito professionale, definizione che già di per sé identifica il lavoro dell’agente immobiliare come un’arte.

A noi dell’Agenzia ARTECASA piace pensare al nostro lavoro come un insieme di servizi che mirano ad aiutare il cliente nel raggiungere un obiettivo importante ed impegnativo quale è la compravendita di un immobile.

Ma non solo.

Realizzare i progetti dei nostri clienti non ci basta: per noi ha valore anche un secondo significato della parola “arte” che è quello legato all’idea di talento, bellezza ed emozione.

Quello che conta di più è il modo in cui si raggiunge un obiettivo, per questo ci teniamo a far sì che chi ci accorda la sua fiducia affidando alla nostra agenzia un incarico di vendita o chiedendoci di trovare la casa perfetta per le sue esigenze possa, un giorno, guardarsi indietro e ripensare a questa esperienza come qualcosa di bello, di positivo.

Vendere e comprare casa sono scelte importanti che segnano un cambiamento… E il cambiamento porta sempre qualcosa di buono.

Vogliamo che i nostri clienti possano gustare ogni passo della loro operazione immobiliare e sappiamo che questo è possibile solo se si è consapevoli di avere al proprio fianco dei professionisti qualificati in grado di consigliare ed infondere tranquillità.

A questo scopo lavoriamo offrendo un servizio a 360° basato sui valori cardine delle competenze professionali e puntiamo sempre all’eccellenza in tutto ciò che facciamo.

Per crescere, evolversi ancora e trovare rinnovate motivazioni non c’è niente di meglio che pianificare un nuovo progetto.

Il nostro lo abbiamo da poco realizzato: la nuova sede!

L’Agenzia ARTECASA ha inaugurato sabato 14 settembre i nuovi locali in via Tosco Romagnola 1188 a Cascina, orgogliosa di condividere questo nuovo inizio con parenti, amici, colleghi e clienti che sono intervenuti numerosi manifestando stima e affetto nei confronti di tutto il nostro staff.

La nuova agenzia è un luogo stimolante in cui lavorare e decisamente accogliente per i clienti.

Il titolare Andrea Puccioni, aiutato da tutto lo staff, ha allestito con spiccato gusto i nuovi uffici, lasciando emergere la propria personalità in ogni scelta relativa alla disposizione degli ambienti.

Ogni colore, ogni quadro, ogni singolo elemento d’arredo fa capire che per lui è l’attenzione ai dettagli a fare la differenza tra qualcosa di buono e qualcosa di grandioso.

Ed è questa la stessa filosofia che Andrea applica al suo lavoro di agente immobiliare.

Il risultato? Non può che essere un successo.

Lo staff dell’Agenzia ARTECASA

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Mercato immobiliare: l’analisi delle tendenze 2019 secondo Nomisma.

Numero di transazioni, andamento dei prezzi, età degli acquirenti, tempi di vendita: ecco tutti i dati relativi al mercato del mattone degli ultimi mesi secondo l’Osservatorio Immobiliare 2019.

Il mercato immobiliare italiano è in crescita e l’Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma lo conferma.

Il primo segnale di miglioramento del settore è l’incremento delle compravendite registrate, che nel 2018 sono state 691 mila.

La tendenza espansiva del mercato residenziale, che ormai è in atto dal 2014, si conferma anche nel primo trimestre 2019, con i comuni capoluogo del Nord-Est Italia a trainare la crescita.

Per gli italiani avere una casa di proprietà è da sempre il sogno più grande, ma un sogno che purtroppo per molti è dovuto restare chiuso nel cassetto negli anni della crisi economica che ha investito tutta l’Europa e che si è fatta sentire pesantemente anche nel nostro Paese.

Investire sui beni immobiliari offre un grande senso di stabilità, ed è il modo più sicuro sia per custodire sia per far fruttare i propri risparmi.

Oggi gli italiani quindi sono tornati ad avvicinarsi con maggior decisione alla casa come miglior investimento, acquistando soprattutto immobili residenziali in cui abitare.

La componente abitativa incide per l’84% del totale e lo scorso anno, su 572.732 abitazioni compravendute è stata chiesto il Bonus prima casa per 367.209 immobili, dato che conferma il trend secondo cui in Italia ben oltre la metà delle abitazioni viene acquistata per essere destinata ad abitazione principale.

A comprare un immobile residenziale sono principalmente soggetti nella fascia d’età compresa tra i 18 e 35 anni, che rappresentano il 29,4% del totale.

Questo è di certo un elemento interessante, che sottolinea una maggiore apertura al credito nei confronti dei giovani negli ultimi tempi: da un lato le banche hanno pensato ad alcune soluzioni per venire incontro ai giovani aspiranti mutuatari (come mutui flessibili, mutui al 100%, mutui che possono durare anche più di 30 anni, ecc.), dall’altro sono state ufficializzate alcune misure statali particolarmente vantaggiose, come il Fondo di garanzia per l’acquisto prima casa, da poco rifinanziato dal Decreto Crescita 2019. ⇒ Per sapere di cosa si tratta ti consigliamo di cliccare qui e di leggere il nostro articolo dedicato.

I tagli dimensionali preferiti dagli acquirenti? Le soluzioni di piccole dimensioni (con una superficie che non raggiunge gli 85 metri quadrati) sono quelle ad aver fatto registrare il maggiore dinamismo, perché ideali per un nuovo modello di famiglia legato alla mobilità professionale e al frazionamento dei nuclei.

L’aumento del numero di transazioni non è l’unico segnale di sviluppo: infatti ci sono anche altri importanti indicatori della ripresa immobiliare, quali la contrazione di tempi di vendita e la timida risalita dei valori degli immobili usati (+0,2% in media su base semestrale).

È la prima volta che vediamo il segno positivo davanti ai valori immobiliari negli ultimi anni: a partire dal 2007 i valori si sono mantenuti in territorio negativo, con il punto di massima intensità della flessione toccato nel 2013.

Da quella data si è assistito ad una contrazione progressiva dei tassi di variazione dei prezzi fino ad arrivare, appunto, al primo semestre 2019 quando la variazione semestrale è risultata essere positiva. Anche se debole, la risalita dei prezzi che si inizia ad intravedere è sintomo di una salute ritrovata per il settore.

Questo per adesso vale solo per il mercato residenziale, dal momento che si mantiene negativa la variazione dei prezzi di negozi (-0,3%) e uffici (-0,5%).

Pensi che sia arrivato anche per te il momento di comprare casa?

Il 2019 è l’anno giusto per approfittare dei prezzi (per ora) ancora convenienti e dei tassi sui mutui ai minimi storici.

Comincia subito a cercare l’occasione che fa al caso tuo e ricorda che affidarsi ad un professionista del settore è la scelta giusta per realizzare il tuo sogno in modo sicuro.

Contattaci! L’Agenzia Immobiliare ARTECASA sarà con te in ogni fase del tuo acquisto, dalla ricerca dell’abitazione giusta fino al rogito.

Ti aspettiamo!

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Bonus Giardini 2019: tutto quello che devi sapere.

Il giardino ad uso esclusivo è un elemento sempre più richiesto da chi cerca una nuova casa.

Avere uno spazio integrato perfettamente con l’immobile in cui godersi piacevoli momenti all’aria aperta è di sicuro un valore aggiunto per la casa, al quale spesso gli acquirenti non vogliono rinunciare.

Grande oggetto del desiderio, il giardino può essere abbellito e sistemato beneficiando delle detrazioni fiscali.

Infatti l’ultima Legge di Bilancio ha prorogato il Bonus giardini (o Bonus verde) per tutto il 2019. Quanto si può risparmiare con questo incentivo? Chi può beneficiarne? Per quali interventi?

Il Bonus giardini è una detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti da calcolare su un importo massimo di 5 mila euro per unità immobiliare (che si traduce in una detrazione massima di 1.800 euro).

Il beneficio vale per le singole unità abitative e per gli interventi effettuati su parti comuni esterne di edifici condominiali.

Si possono portare in detrazione non solo le spese relative all’acquisto dei materiali ma anche le prestazioni necessarie alla realizzazione o progettazione dei lavori, purché siano esplicitate in fattura.

Condizione necessaria per fruire del Bonus giardini 2019 è che vi sia un intervento innovativo costituito dalla creazione ex novo dell’area verde o da un intervento straordinario di sistemazione a verde o da un intervento finalizzato al mantenimento di alberi secolari o di esemplari arborei salvaguardati di notevole pregio.

Ne possono beneficiare i possessori o i detentori di immobili residenziali assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Se gli interventi riguardano le parti comuni esterne degli edifici condominiali, la detrazione spetta anche al singolo condominio in base ai millesimi di possesso.

Nel caso in cui si effettuino interventi sulle parti condominiali e sulla propria abitazione si ha diritto a due diverse detrazioni.

Se le unità immobiliari sono adibite in parte all’esercizio dell’arte e della professione, la detrazione spettante è ridotta al 50%. Vale lo stesso per gli immobili oggetto di vincolo da parte del codice dei beni culturali.

Tramite la circolare 13 del 31 maggio, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito quali sono i lavori che danno diritto al bonus, sottolineando che la sistemazione riguarda anche le pertinenze, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, la realizzazione di pozzi, coperture a verde e giardini pensili.

Dunque gli interventi agevolabili sono così suddivisibili in base alla tipologia:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti;
  • fornitura e messa a dimora di piante o arbusti;
  • riqualificazione di tappeti erbosi;
  • restauro e recupero del verde relativo a giardini di interesse storico e/o artistico;
  • realizzazione di impianti di irrigazione e di pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Quali documenti servono per ottenere la detrazione?

Per usufruire del Bonus giardini è necessario che il pagamento venga effettuato tramite bonifico bancario, ma anche assegno, o carta di credito o bancomat. Il documento di spesa deve riportare il codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione e la descrizione dell’intervento.

La detrazione sarà poi ripartita in sede di dichiarazione dei redditi in dieci quote annuali (ogni anno il massimo della quota sarà quindi di 180 euro).

In caso di interventi condominiali occorre la dichiarazione dell’amministratore che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge, compresa la comunicazione dei dati dei beneficiari all’Agenzia delle Entrate e che serva a comprovare l’entità della somma corrisposta dal condomino.

Ma cosa succede se nell’arco dei 10 anni decidi di vendere casa?

Come accade per tutti gli altri incentivi legati alla casa, in caso di vendita dell’immobile sul quale sono stati realizzati gli interventi il beneficio passa all’acquirente, che potrà usufruire della detrazione non utilizzata per i rimanenti periodi di imposta, a meno che le parti non si accordino diversamente.

Venditore e compratore infatti possono decidere che sia il precedente proprietario ad usufruire dello sconto Irpef indicando l’accordo nell’atto definitivo di compravendita oppure in una scrittura privata autenticata.

Per saperne di più visita il sito dell’Agenzia delle Entrate oppure contattaci!

L’Agenzia Immobiliare ARTECASA è a disposizione per chiarire i tuoi dubbi.

….. e se la casa con giardino per ora è solo un desiderio, siamo qui per realizzarlo: consulta le nostre proposte!

A presto.

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Sei davvero soddisfatto di casa tua?

“Sei soddisfatto della casa in cui vivi?”

A questa domanda molti italiani hanno risposto di no…

Sono stati recentemente presentati i risultati CasaDoxa 2019, dai quali emerge che per il 90% degli intervistati la casa è in cima alla lista delle priorità, in quanto bene di valore non solo dal punto di vista materiale, ma anche carico di significati più profondi.

L’Osservatorio sugli Italiani e la Casa ha preso in esame le opinioni di 6000 famiglie dislocate su tutto il territorio nazionale e il 48% del totale degli intervistati si è dichiarato poco soddisfatto della casa in cui abita.

Dunque, per quanto la casa resti luogo di affetti e nido sicuro per eccellenza, quasi la metà delle famiglie italiane è insoddisfatta della propria abitazione.

Chi sono i più scontenti?

  • I millennials (52% degli intervistati), ovvero la generazione dei nati fra gli anni ’80 e l’anno 2000, caratterizzati da una maggiore propensione ai media e alla tecnologia;
  • le famiglie con reddito netto mensile inferiore ai 2.000 Euro (53%)
  • chi vive in appartamenti (53%), rispetto a chi abita in villette o case indipendenti (43%).
  • chi abita in affitto (64%), più di chi è proprietario di casa (44%).

Perché?

Il malcontento nasce soprattutto dalle caratteristiche strutturali degli edifici (aspetto esteriore, dimensione dell’immobile, distribuzione degli spazi interni, qualità dei materiali e delle finiture) e dal fatto di dover vivere in case lontane dai propri ideali abitativi.

Altre volte il problema è legato a questioni logistiche: magari non piace la zona della propria abitazione, specialmente in relazione alla distanza da servizi, trasporti e collegamenti.

Inoltre si è più consapevoli che un immobile in elevata classe energetica non solo riduce gli sprechi di energia, ma consente un maggior comfort abitativo, con un isolamento termico e acustico superiore.

Perciò gli italiani sognano una casa più efficiente e tecnologica, che permetta di risparmiare sui consumi rispettando l’ambiente; resta però il fatto che la maggior parte del patrimonio immobiliare del nostro Paese è datato e in bassa classe energetica.

Quindi, tra le ragioni dell’insoddisfazione, occupano un posto di rilievo anche il nuovo modo di intendere la qualità della vita e l’impossibilità di vedere riflessi i propri principi circa la sostenibilità nelle scelte abitative.

La soluzione…

La soluzione più ovvia per chi è scontento della propria abitazione è cambiarla.

Per questo il 25% degli insoddisfatti spera nell’arco dei prossimi 2 anni di trovare una nuova casa che risponda meglio alle proprie esigenze.

Tuttavia cambiare non sembra affatto facile: circa un terzo di chi vuole trasferirsi abbandona il progetto dopo i primi mesi di tentativi, per tornare sui propri passi e rimandare tutto.

Cercare la casa giusta è sicuramente un progetto impegnativo.

Richiede tempo, denaro, pazienza e tanta competenza.

Per questo motivo è facile scoraggiarsi, soprattutto se ci si avvicina al mercato immobiliare senza una guida competente.

Per trovare l’immobile che fa al caso tuo ed avere la tranquillità di acquistare o affittare in modo sicuro, è indispensabile il supporto di un agente immobiliare che si prenda cura del tuo progetto.

Per la tua casa in provincia di Pisa affidati a noi dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA: ascoltiamo le tue esigenze, rispondiamo ai tuoi dubbi, comprendiamo ciò di cui hai davvero bisogno e ti proponiamo solo soluzioni mirate, per poi seguire ogni fase della tua operazione.

Sappiamo che se cerchi una nuova casa desideri un miglioramento della qualità della tua vita, vuoi cambiare in meglio; perciò ci teniamo ad essere i tuoi validi alleati per aiutarti a realizzare il progetto che ti sta più a cuore.

Contattaci! Ti aspettiamo…