Archivio dei tag venditore

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

5 mosse per realizzare un annuncio immobiliare “quasi” perfetto.

Un annuncio immobiliare ben strutturato è lo strumento indispensabile per far sì che gli acquirenti che cercano casa online si interessino al tuo immobile in vendita.

Scopri come crearlo nel modo giusto.

Ormai praticamente tutte le ricerche di coloro che desiderano trovare una nuova casa hanno come punto di partenza siti e portali immobiliari.

Una volta impostati i parametri basta cliccare invio per trovare una quantità indefinita di annunci.

Gli immobili sono davvero tanti, per cui l’utente seleziona (potremmo dire quasi istintivamente) quelli che a prima vista gli sembrano più interessanti.

Perciò se vuoi vendere in modo rapido la tua casa la prima cosa che devi fare è riuscire a realizzare un annuncio di qualità in grado di catturare l’attenzione, distinguerti dagli altri ed invogliare chi cerca un immobile da comprare a saperne di più e magari a venire a vedere di persona la tua abitazione.

Ecco quali sono le 5 cose da fare per preparare un annuncio interessante.

1.Prepara il set fotografico.

Perché la tua casa appaia al meglio nelle foto dell’annuncio, devi fare un bel lavoro di preparazione.

Comincia eliminando il superfluo, pulendo ogni stanza e mettendo in ordine.

Togli dalla vista tutti gli oggetti e i soprammobili che si sono accumulati nel tempo, fai spazio e abbellisci con qualche tocco di colore: anche una zona vissuta come la cucina deve essere impeccabile.

2.Occhio ai dettagli.

Prima di scattare le tue foto assicurati che ci siano:

  • la TV spenta,
  • le porte aperte (così da favorire il passaggio della luce e allo stesso tempo dare meglio l’idea degli spazi),
  • la tavoletta del wc abbassata e i saponi non in vista,
  • copriletti e copridivano stirati.

Sembrano sciocchezze, ma per avere un buon risultato anche i dettagli sono essenziali.

3.Più luce che puoi!

La luce è fondamentale per valorizzare e definire gli spazi.

Quindi per scattare le tue fotografie scegli le ore della giornata in cui l’illuminazione è migliore, apri le persiane e accendi tutte le luci, compresi eventuali led e faretti sul piano in cucina.

4.La giusta inquadratura.

L’ideale è fotografare almeno 3 pareti per dare profondità all’immagine, inquadrando in orizzontale e possibilmente con la finestra alle spalle, evitando così di fare foto in controluce.

È importante che nelle immagini non vengano immortalate anche persone o animali.

5.La descrizione dell’immobile.

Una volta che le foto sono pronte, passa alla descrizione.

Le immagini sono l’arma più potente per catturare l’attenzione, ma è necessario che queste siano corredate da un testo efficace.

Deve essere veritiero, breve, completo, chiaro, ma un testo come:

“Pisa – Appartamento al piano terra di piccolo condominio composto da: zona giorno open space con angolo cottura, disimpegno, camera matrimoniale, camerina e bagno con finestra. Libero da subito.”

… non è una vera descrizione, ma un elenco! Un annuncio immobiliare deve essere scritto come se stessimo accompagnando l’acquirente durante una visita attraverso le varie stanze.

Sarà utile arricchire con qualche dettaglio sulla zona per attrarre i clienti in target; ad esempio espressioni come: “in una zona tranquilla”,  “immerso nel verde”… attireranno chi cerca una casa in un luogo silenzioso, in cui godersi relax e pace. Viceversa “a due passi dal centro”, “vicino ai principali servizi”… richiameranno l’attenzione di chi vuole una sistemazione in città.

Infine non possono mancare i punti di forza della casa: “vista panoramica”, “recentemente ristrutturato con finiture di lusso”, “luminosa zona giorno open space” e così via.

Ma andiamo un attimo a chiarire il nostro titolo: perché abbiamo parlato di un annuncio immobiliare quasi perfetto?

La risposta è semplice: l’annuncio immobiliare perfetto non esiste. Esiste solo l’annuncio adatto all’immobile da vendere.

Ogni casa ha le sue caratteristiche e le proprie potenzialità. Non si può trovare una strategia pubblicitaria uguale e valida per tutte le case nello stesso modo.

Quelle fornite nel nostro articolo sono solo delle semplici basi che non possono mancare nella composizione di un buon annuncio, ma da qui a formulare una vera e propria strategia di marketing c’è molta strada da fare.

Questo un buon agente immobiliare lo sa.

Noi dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA riserviamo ad ogni cliente un servizio personalizzato cucito su misura sull’immobile da mettere sul mercato, fornendo una qualità e una sicurezza nella gestione della vendita che di certo non può essere raggiunta in una compravendita condotta privatamente.

Contattaci per scoprire tutto ciò che possiamo fare per aiutarti a realizzare la vendita della tua casa a regola d’arte, anzi, a regola d’ARTECASA!

Ti aspettiamo!

 

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Hai trovato la casa dei tuoi sogni? Ecco come fare la proposta d’acquisto.

Dopo un’attenta ricerca hai finalmente trovato la casa dei tuoi sogni? È il momento di presentare la proposta d’acquisto. Ecco come fare.

Una volta trovata la casa giusta, inizia per te l’iter che ti porterà fino all’acquisto. La cosa più giusta è fare in modo che ogni tappa di questo percorso venga affrontata in modo sicuro e corretto.

Tutto comincia con la proposta d’acquisto.

Cos’è la proposta d’acquisto?

La proposta d’acquisto è la dichiarazione con cui esprimi il tuo interesse e la tua volontà di acquistare un immobile ad un certo prezzo e a determinate condizioni.

Se ti rivolgerai ad un’agenzia immobiliare, sarà il tuo agente a fornirti un modulo prestampato e a compilarlo con te, in modo da avere la certezza di non aver tralasciato alcun dettaglio.

La proposta è accompagnata dal versamento di una somma di denaro a titolo di caparra tramite assegno intestato al venditore; in genere si tratta di qualche migliaio di euro stabilito in proporzione rispetto al valore dell’immobile.

La caparra può essere penitenziale o confirmatoria.

  • Se la caparra è penitenziale significa che se per qualsiasi ragione deciderai di rinunciare all’acquisto, perderai l’importo versato, perché il venditore ha diritto a trattenere la somma. Se invece non si arriverà al rogito per recesso del venditore, dovrà corrisponderti il doppio della caparra.
  • Se la caparra è confirmatoria vuol dire che la parte adempiente potrà chiedere alla parte che si ritira dall’acquisto addirittura l’esecuzione del contratto.

Quindi è opportuno che nell’indicazione della caparra si chiarisca eventualmente che si tratta di una caparra penitenziale anche perché, se nulla viene disposto dalle parti, si presuppone che sia una caparra confirmatoria.

Una volta che firmi la proposta d’acquisto, sottoscrivi già degli impegni vincolanti, mentre il venditore nel frattempo resta libero di valutare anche altre offerte.

Di solito si stabilisce un termine di tempo ridotto per l’efficacia della proposta, ad esempio una o due settimane, entro il quale il venditore potrà accettarla e passare alla vendita.

Per la durata della validità della proposta d’acquisto la caparra resta bloccata.

Se la proposta d’acquisto viene rifiutata…

In questo caso la caparra ti verrà restituita.

Non disperare! Se davvero la casa ti interessa fai bene i tuoi conti e valuta se puoi modificare la tua proposta migliorando le condizioni, magari offrendo un prezzo maggiore (sarebbe davvero un peccato perdere l’occasione perfetta per te per poche migliaia di euro!) oppure proponendo tempistiche diverse che potrebbero risultare favorevoli per il proprietario.

I consigli dell’agente immobiliare saranno fondamentali per non veder sfumare la tua occasione!

Se la proposta d’acquisto viene accettata…

Complimenti! Stai per diventare proprietario della tua nuova casa!

Il secondo step sarà il preliminare di vendita (chiamato anche compromesso), con il quale tu e il venditore vi assumerete l’obbligo di concludere l’affare, stabilendone modalità e termini. Lo scopo di questo secondo passaggio è quello di tutelare ed impegnare le parti per il tempo necessario a risolvere eventuali problemi che non consentono la vendita immediata dell’immobile, ad esempio la ricerca di un mutuo per chi acquista e la consegna del bene per chi vende.

Me è importante capire che già nel momento in cui la proposta dell’acquirente viene accettata e firmata dal venditore, le parti sono vincolate al rispetto di quanto contenuto nella proposta accettata.

Perciò è fondamentale sia per il venditore che per l’acquirente prestare grande attenzione alle clausole contenute nella proposta di acquisto, che successivamente potrà essere modificata solo con il consenso di entrambe le parti coinvolte.

Per essere sicuro di fare i passi giusti, rivolgiti ad un agente immobiliare qualificato. Noi dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA saremo lieti di assisterti in ogni fase del tuo acquisto, dalla redazione della proposta fino al rogito, in modo che tu non ti trovi vincolato a condizioni che non sei in grado di adempiere.

Contattaci!

Ti aspettiamo.

→ Vuoi approfondire questo argomento? Ti consigliamo di leggere anche il nostro articolo “Proposta di acquisto vincolata al mutuo: come funziona?”. Buona lettura!

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Compravendita: Nuova sentenza sull’obbligo di consegnare il certificato di agibilità.

Cosa accade se il venditore non rispetta l’obbligo di consegnare il certificato di agibilità dell’immobile all’acquirente? Una recente sentenza della Cassazione aiuta a fare chiarezza su questo tema.

Per il venditore di un immobile è fondamentale reperire tutta la documentazione necessaria già all’inizio del percorso di compravendita, in modo che questo possa essere affrontato e concluso in modo sicuro e corretto.

In un nostro articolo ci siamo occupati di cosa sia la segnalazione certificata di agibilità e di quanto sia importante mettere questo certificato a disposizione dell’acquirente, dato che si tratta del documento che attesta che l’immobile ha le qualità essenziali per l’uso a cui è destinato o quelle promesse dal venditore. Quest’ultimo ha l’obbligo di garantirle anche se non sono dedotte in modo specifico nel contratto.

L’abitabilità è un elemento caratterizzante per gli immobili ad uso abitativo e la sua mancanza determina un’importante limitazione del godimento del bene.

Quindi il venditore è tenuto a sostenere tutti gli oneri indispensabili per ottenere il rilascio del certificato di agibilità, ma ha anche l’obbligo (in base all’art. 1477 del Codice Civile) di consegnarlo all’acquirente. In questo modo saranno provati sia la regolarità del bene sia il rispetto dei requisiti di legge necessari per garantire sicurezza e comfort a chi ci vive.

Questo significa che un immobile privo del certificato di agibilità (cioè privo di abitabilità) può essere oggetto di compravendita, ma l’acquirente deve esserne consapevole sin dall’inizio e questa caratteristica deve essere inserita in modo esplicito già nel contratto preliminare.

In tutti gli altri casi la mancata consegna del certificato di agibilità all’acquirente è un inadempimento contrattuale, anche se nel contratto preliminare non è stata convenuta la consegna di tale documento. Esso si deve infatti ritenere indispensabile per legge.

Una recente sentenza della Cassazione si è espressa su questo tema precisando che il certificato di agibilità per la casa costituisce requisito giuridico essenziale del bene compravenduto. Infatti incide sulla qualità del bene, sulla sua capacità di assolvere alla sua funzione assicurandone quindi il godimento e la commerciabilità al nuovo proprietario.

Perciò se, una volta stipulato il preliminare di vendita, l’acquirente richiede il certificato di agibilità e il venditore non lo fornisce, il compratore può decidere legittimamente di non stipulare il contratto definitivo, domandare la restituzione di tutti gli acconti versati e, se previsto nel preliminare, il doppio della caparra.

Questo diritto del promissario acquirente può essere esercitato anche nel caso in cui il mancato rilascio non dipenda dal venditore, ma dal Comune.

Infatti nel testo della sentenza n. 622/19 del 14 gennaio 2019 si legge:

Peraltro è consolidato orientamento di questa Corte quello per cui il rifiuto del promissario acquirente di stipulare la compravendita definitiva di un immobile privo dei certificati di abitabilità o di agibilità e di conformità alla concessione edilizia, pur se il mancato rilascio dipende da inerzia del Comune – nei cui confronti, peraltro, è obbligato ad attivarsi il promittente venditore – è giustificato […] perché l’acquirente ha interesse ad ottenere la proprietà di un immobile idoneo ad assolvere la funzione economico – sociale e a soddisfare i bisogni che inducono all’acquisto, e cioè la fruibilità e la commerciabilità del bene, per cui i predetti certificati devono ritenersi essenziali (Cass. nn. 10820/2009 e 15969/2000).

Come testimonia questa sentenza, trascurare gli obblighi che la compravendita impone alle parti può portare a dover fare i conti con situazioni davvero spiacevoli e complesse.

Purtoppo quando si intraprende il percorso di vendita o di acquisto di un immobile da soli è molto facile commettere qualche errore, dovuto all’inesperienza e alla superficialità con cui si affrontano le varie fasi della compravendita.

Solo chi si rivolge ad un’agenzia immobiliare ha la certezza di possedere tutto ciò che occorre per concludere il proprio affare immobiliare nei modi e nei tempi giusti. Infatti sarà l’agente immobiliare a reperire e a verificare la documentazione necessaria, diventando un punto di riferimento indispensabile.

Per la tua operazione immobiliare scegli dei professionisti che sappiano ascoltare le tue esigenze, rispondere ai tuoi dubbi e trovare la soluzione giusta per ogni problema che potrebbe presentarsi.

In provincia di Pisa, affidati alla professionalità dell’Agenzia Immobiliare ARTECASA. Contattaci!

Ti aspettiamo per aiutarti a gestire passo dopo passo l’iter di compravendita fino alla realizzazione del tuo progetto.

 

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

In quanto tempo venderai la tua casa? Dipende molto da te!

Se stai vendendo la tua casa (o hai intenzione di farlo) puoi capire benissimo che anche le tempistiche sono un aspetto molto importante nella compravendita; in questo articolo scoprirai perché i tempi di vendita dipendono principalmente da te.

“Quanto tempo ci vorrà per vendere casa mia?”: è questa una delle prime domande che un proprietario si pone. Sulla base della nostra esperienza in campo immobiliare, noi dell’Agenzia ARTECASA abbiamo riscontrato che spesso i tempi di vendita preoccupano i venditore quasi quanto l’incertezza di conoscere quale cifra riuscirà a ricavare.

Il problema è che interrogativi come questo non possono trovare una risposta certa, dato che le variabili legate alla vendita di un immobile sono davvero molte.

I dati relativi alle compravendite dicono che negli ultimi mesi si è registrato un aumento delle vendite di immobili ad uso abitativo e che il tempo medio necessario per completare la transazione si sta riducendo: nella maggior parte dei casi si arriva al rogito entro 6 mesi.

Sebbene un agente immobiliare esperto possa aiutarti a stimare approssimativamente il tempo necessario, tenendo conto dell’andamento di mercato, della zona in cui si trova l’immobile e al tipo di abitazione che proponi, ogni caso è a sé.

Allora, riprendendo il titolo del nostro post, in che modo la velocità della vendita del tuo immobile può dipendere da te?

Le tempistiche dipendono molto da te perché tutto è determinato dall’impegno che metti nella vedita, dalla cura che dedichi a creare un interesse irresistibile nel possibile acquirente per la tua casa.

Per essere venduta velocemente, non è indispensabile che un’abitazione sia perfetta o situata in pieno centro città: non tutti gli acquirenti cercano immobili centralissimi in ottimo stato pronti per essere abitati, anzi c’è chi preferisce la vita di provincia e non teme le ristrutturazioni.

Se dopo mesi che tenti di vendere da privato un immobile nessuno si è ancora fatto avanti per vedere il tuo bene in vendita, hai senza dubbio sbagliato qualcosa… perché l’acquirente per la tua casa esiste di certo!

Troverai facilmente qualcuno interessato alla tua casa se hai stabilito innanzitutto il giusto prezzo di mercato, alla luce delle caratteristiche e delle potenzialità dell’immobile e di come stanno andando realmente le vendite nella tua zona. Fare questo da solo è rischioso.

Per individuare il prezzo corretto ti serve un professionista che abitualmente tratta immobili simili nella stessa zona; non puoi basarti solo su un confronto approssimativo tra la tua abitazione e quelle che più o meno presentano le stesse caratteristiche che trovi sui siti di annunci.

Questo perché il miglior modo per conoscere il mercato è avere a che fare direttamente con i compratori e conoscere le loro esigenze e il loro potere d’acquisto.

In secondo luogo, è essenziale partire con la strategia di vendita adatta e vincere così il fattore tempo: investendo nella promozione del tuo annuncio e puntando al giusto target di riferimento, potrai concretizzare la tua vendita in tempi brevi. Devi darti degli obiettivi chiari e pensare un piano d’azione definito, che preveda l’impiego dei mezzi adatti a valorizzare e dare visibilità alla casa, evitando così che resti in vendita a lungo.

Come puoi fare tutto questo con la garanzia di non sbagliare? La scelta migliore che puoi fare è quella di affidarti ad un agente immobiliare di comprovata serietà che vende abitualmente da anni le case nella tua zona. Tanto più sarà esperto il mediatore, tanto più diventerà facile intraprendere la strada corretta e prevedere i possibili intoppi che potrebbero rallentare i tempi di vendita.

Se vuoi vendere un immobile in provincia di Pisa, l’Agenzia Immobiliare ARTECASA può fare molto per te. Ti aiuteremo a stabilire un prezzo in linea col mercato, a valorizzare la tua casa, a darle l’opportuna visibilità; inoltre selezioneremo per te le visite, evitandoti sprechi di tempo ed energie e individuando con te l’acquirente perfetto per il tuo immobile.

Contattaci subito per saperne di più e vieni a conoscerci per scoprire nel dettaglio come lavoriamo.

Quando l’amore e la competenza lavorano insieme, ci si aspetta un capolavoro.
(John Ruskin)agenzia immobiliare Cascina

Ti aspettiamo per creare insieme il tuo capolavoro!

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Casa gravata da ipoteca: cosa fare se te ne accorgi dopo il rogito.

Hai già firmato l’atto definitivo per l’acquisto della tua casa e ti sei accorto soltanto adesso che sull’immobile c’era già un’ipoteca taciuta dal venditore? Niente panico, la soluzione c’è. Vediamo insieme come puoi far valere i tuoi diritti.

Prima di acquistare un immobile ci sono vari accertamenti da fare, tra i quali la verifica dell’assenza di ipoteche e gravami sulla proprietà.

Può capitare però, specialmente quando si compra senza l’aiuto di un buon agente immobiliare, che l’acquirente trascuri alcuni aspetti e non faccia tutti i dovuti controlli… trovandosi poi a fare i conti con brutte sorprese.

Cosa puoi fare se ti rendi conto che sull’immobile che hai comprato c’è un’ipoteca, ma hai già firmato l’atto?

La figura incaricata di effettuare sull’immobile oggetto di compravendita tutte le verifiche per assicurarti l’acquisto di un bene libero da pesi e vincoli, è quella del notaio. Perciò se la scoperta dell’ipoteca è successiva al rogito hai la possibilità di chiedere il risarcimento del danno anche al notaio, a meno che tu non lo abbia espressamente esonerato dal compito di effettuare tutti i controlli sull’immobile: in questo caso non sarà da ritenersi responsabile.

Salvo diversi accordi, a condizioni normali il notaio potrà essere condannato dal giudice a cancellare l’ipoteca pagando la somma necessaria e a farsi carico delle pratiche.

Altro responsabile è, ovviamente, il venditore, che non ti ha avvisato e ora magari si giustifica dicendo che neanche lui era a conoscenza dell’esistenza di un’ipoteca sulla casa. Il venditore di un bene ipotecato deve dichiarare l’esistenza del vincolo all’acquirente al momento del rogito ed eventualmente assumersi l’impegno di cancellare l’ipoteca esistente entro un certo tempo.

Infatti teoricamente l’ipoteca non è un ostacolo alla vendita della casa, ma giuridicamente l’atto di vendita di una casa ipotecata è valido solo se l’acquirente è messo a conoscenza della presenza dell’ipoteca; in caso contrario il compratore può chiedere la risoluzione del contratto, con restituzione del prezzo pagato e il risarcimento del danno.

Dunque una prima soluzione potrebbe essere proprio quella di chiedere l’annullamento della vendita e il risarcimento; in alternativa puoi:

  • mantenere la proprietà del bene, chiedendo la restituzione totale o parziale del prezzo pagato;
  • sospendere il pagamento del prezzo residuo.

Cosa puoi fare se il creditore avvia l’esecuzione forzata?

Anche se l’immobile è stato venduto, il creditore del vecchio proprietario può decidere di procedere con l’esecuzione forzata e mettere la casa all’asta. Se dunque decide di avviare il pignoramento del bene nonostante questo sia passato di proprietà, in qualità di nuovo proprietario puoi:

  • pagare i creditori per l’intero ammontare dei crediti iscritti;
  • rilasciare la casa ipotecata ai creditori perché provvedano a soddisfarsi vendendola;
  • liberare la casa dall’ipoteca.

Dimostrando di non essere stato avvisato per tempo dell’esistenza dell’ipoteca, manterrai comunque il tuo diritto a chiedere il risarcimento dei danni al venditore.

Per evitare situazioni difficili e spiacevoli come questa, affida la tua compravendita nelle mani di un professionista: un agente immobiliare esperto avrà cura di controllare che l’immobile sia privo di pesi e oneri come l’ipoteca, affinché tu possa acquistare in completa sicurezza e tranquillità.

Per la ricerca della tua nuova casa in provincia di Pisa, contatta l’Agenzia Immobiliare ARTECASA: saremo felici di affiancarti con cortesia e competenza nella tua operazione immobiliare.

P.S.: Su questo argomento ti consigliamo di leggere anche gli articoli:

Buona lettura!

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Proposta di acquisto vincolata al mutuo: come funziona?

La maggior parte degli italiani per acquistare casa richiede un mutuo.

Scopri come funziona la proposta di acquisto vincolata al mutuo e come applicare questa condizione sospensiva.

In Italia acquistare casa è un’esigenza molto sentita: la maggior parte delle famiglie italiane vive in un’abitazione di proprietà e comprare un immobile è il sogno di molti.

Dato che non sempre è possibile sostenere questo importante impegno finanziario con le sole proprie forze, spesso l’acquisto è legato alla necessità di accendere un mutuo. Ecco che in molti casi, al momento di fare un’offerta per un immobile, si ricorre alla proposta d’acquisto immobiliare condizionata al mutuo.

Vediamo insieme cos’è e come funziona.

La proposta d’acquisto è un atto vincolante: se non presenta alcuna condizione sospensiva, l’aspirante acquirente è obbligato a mantenere fede alla sua proposta e a procedere con l’acquisto dell’immobile in ogni caso. Perciò, quando il mutuo è l’unico modo per poter davvero acquistare, una proposta di questo tipo costituisce un vincolo pericoloso, dato che sottintende l’obbligo per il compratore di adempiere ad una spesa che non ha i mezzi per sostenere.

Invece, se nella proposta d’acquisto viene inserita una condizione sospensiva relativa all’ottenimento del mutuo, è possibile ottenere l’inefficacia dell’obbligo di compravendita e la non validità della proposta nel caso in cui l’aspirante acquirente non ottenga il mutuo.

L’art. 1353 del Codice Civile prevede infatti che venditore e acquirente possano:

subordinare l’efficacia o la risoluzione del contratto o di un singolo patto a un avvenimento futuro ed incerto.

Nel caso preso in esame, l’avvenimento a cui si subordina il contratto è proprio l’ottenimento del mutuo.

Quindi se si desidera acquistare una casa ma non si ha la disponibilità economica per farlo senza che ci venga accordato un mutuo, inserendo come clausola l’inefficacia dell’obbligo di compravendita in caso di mancata approvazione del finanziamento nella proposta, se il mutuo non verrà concesso sia l’acquirente sia il venditore saranno liberi da ogni vincolo: il primo non dovrà sostenere una spesa per lui impossibile e il secondo eviterà di dover intentare cause legali.

Come applicare la condizione sospensiva?

Perché la condizione sospensiva vincolata alla concessione del mutuo diventi esecutiva, acquirente è tenuto a comunicare all’agenzia immobiliare entro un termine concordato (che viene indicato nella proposta stessa) se la Banca ha concesso o meno il mutuo o il finanziamento.

Se alla data fissata l’istituto di credito non ha ancora dato una risposta, si può:

  1. chiedere al venditore di prorogare la proposta d’acquisto con condizione sospensiva;
  2. risolvere il contratto, permettendo così al venditore di cercare un altro acquirente.

È essenziale che l’acquirente comunichi all’agenzia immobiliare quale delle due soluzioni intende adottare, perché in caso di silenzio la proposta d’acquisto accettata dal venditore diventa vincolante e si è obbligati a procedere con l’acquisto.

Quindi il supporto dell’agente immobiliare è fondamentale anche nella corretta stesura di una proposta d’acquisto che tuteli le parti coinvolte e nella gestione delle varie procedure che compongono la compravendita di un immobile.

Per comprare o vendere casa in provincia di Pisa con la sicurezza di curare ogni dettaglio della compravendita nel migliore dei modi e la garanzia di avere veri professionisti al proprio fianco, contatta l’Agenzia ARTECASA Immobiliare.

Ti spiegheremo tutto quello che possiamo fare per aiutarti nella realizzazione del tuo sogno.

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Si può vendere una casa senza certificato di abitabilità?

Quando si mette in vendita un immobile, ci sono delle verifiche da effettuare e dei documenti indispensabili da recuperare. Uno di questi è il certificato di abitabilità. Ma cosa succede se un immobile destinato ad abitazione non ha questo documento? Si può vendere comunque? Scopriamolo insieme nel nostro articolo.

Cos’è e a cosa serve il certificato di abitabilità.

Per prima cosa dobbiamo fare chiarezza sui termini: il certificato di abitabilità e quello di agibilità non sono due documenti diversi, ma costituiscono un’unica certificazione. Agibilità e abitabilità sono state ridotte sotto il nome di certificato di agibilità, che dal 2016 è stato sostituito dalla segnalazione certificata di agibilità. Questo documento deve essere presentato in Comune entro 15 giorni dalla comunicazione di fine lavori ed ha lo scopo di garantire il rispetto dei requisiti minimi di salubrità, igiene e sicurezza dell’immobile.

Quindi possiamo dire che l’agibilità sia un elemento caratterizzante dell’immobile e che la sua mancanza determini un’importante limitazione del godimento del bene. È proprio la segnalazione di agibilità a determinare la cosiddetta abitabilità legale dell’immobile, a prescindere dal fatto che sia concretamente adibito ad abitazione da parte del proprietario.

Il venditore di un immobile destinato ad abitazione ha l’obbligo non solo di sostenere tutti gli oneri indispensabili per ottenere il rilascio del certificato di abitabilità, ma anche il dovere di consegnare all’acquirente il certificato di abitabilità  stesso (più correttamente, come abbiamo detto, la segnalazione certificata di agibilità), senza il quale l’immobile è incommerciabile.

Una casa senza certificato di abitabilità, ma del tutto regolare sotto l’aspetto edilizio, si può vendere, ma è fondamentale che l’acquirente sia informato e sia d’accordo.

Il notaio dell’acquirente effettuerà tutte le verifiche del caso; comunque è buona norma che il venditore si informi presso il Comune per sapere come può ottenere l’agibilità e conoscere i tempi di rilascio del certificato. Così potrà dare queste informazioni all’acquirente.

La mancata consegna del certificato di abitabilità all’acquirente implica un inadempimento che comporta delle conseguenze. Ecco quali sono.

Se la casa è stata venduta senza l’abitabilità…

L’acquirente che non abbia ricevuto dal venditore il certificato di abitabilità di un immobile destinato ad abitazione potrà rivolgersi al Tribunale entro i 10 anni dalla conclusione del contratto, e richiedere:

  1. lo scioglimento del contratto: l’impossibilità di ottenere il certificato di agibilità costituisce una causa di risoluzione per inadempimento del contratto preliminare di compravendita, non potendosi ritenere assolto l’obbligo del venditore di garantire il compratore ai sensi dell’art. 1497 c.c.. Persino il contratto di vendita può essere annullato, anche se è già stato firmato l’atto definitivo davanti al notaio, con la conseguenza che la casa tornerà di proprietà del venditore e l’acquirente otterrà la restituzione dei soldi già versati;
  2. il risarcimento del danno: per avere un risarcimento l’acquirente dovrà dimostrare tutti i danni subiti nell’aver intrapreso un investimento sbagliato, perdendo così altre occasioni.

C’è inoltre da precisare che, secondo la giurisprudenza, la mancata consegna al compratore del certificato di abitabilità non determina l’automatica risoluzione del contratto per inadempimento del venditore. Infatti deve essere verificata in concreto l’importanza e la gravità dell’omissione in relazione al godimento e alla commerciabilità del bene.

Perciò la risoluzione del contratto di vendita non può essere pronunciata quando viene accertato che l’immobile promesso in vendita presentava tutte le caratteristiche necessarie per l’uso suo proprio e che le difformità edilizie rispetto al progetto originario erano state sanate in seguito alla presentazione della domanda di concessione in sanatoria.

Quindi, secondo quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza, non si può dire che la mancata consegna del certificato di abitabilità determini, in via automatica, la risoluzione del contratto, dato che il successivo rilascio del certificato di abitabilità esclude la possibilità di ritenere l’originaria mancanza del certificato di abitabilità di per sé sola fonte di grave inadempimento.

Riassumendo, la mancata consegna del certificato di abitabilità è un inadempimento che, sebbene non sia tale da causare necessariamente la risoluzione del contratto, può comunque essere fonte di un danno risarcibile, anche per il solo fatto di aver ricevuto un bene che presenta problemi di commerciabilità.

Per una compravendita sicura affidati all’Agenzia ARTECASA Immobiliare.

Verificheremo per te tutta la documentazione necessaria per il trasferimento della proprietà e seguiremo con serietà e competenza il tuo percorso di compravendita.

Contattaci per maggiori informazioni!

DiAgenzia Immobiliare Arte Casa

Il promemoria dell’acquirente: cosa fare dopo l’acquisto di un immobile.

Hai appena comprato casa? Adesso che sei diventato proprietario di un immobile, c’è una serie di ampimenti dei quali devi occuparti. L’Agenzia ARTECASA Immobiliare ti propone un pratico promemoria per non trascurare nessun aspetto della fase successiva alla compravendita.

Il cambio di residenza.

Per effettuare il cambio di residenza dopo l’acquisto di un immobile è necessario recarsi all’Ufficio Anagrafe del Comune portando con sé un documento di identità valido e il codice fiscale.

Comunicare il trasferimento di residenza entro 18 mesi dalla stipula dell’atto è importante perché, se sussistono le condizioni adatte, rende possibile beneficiare delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Il cambio di residenza effettuato entro 12 mesi consente invece di non perdere i benefici legati al mutuo nel caso di acquisto per abitazione principale.

Inoltre chi detiene partita iva deve comunicare il cambio di residenza all’Agenzia delle Entrate e alla CCIAA con l’apposito modello entro i 30 giorni che seguono la comunicazione fatta al Comune.

Quando si cambia casa è necessario inoltre dichiarare il trasferimento al datore di lavoro, in modo che siano adempiute correttamente tutte le pratiche relative a contributi, Inps, Inail ecc.

Una volta presentata la dichiarazione di cambio residenza, l’anagrafe entro 2 giorni registra l’istanza del cittadino ed attiva i controlli da effettuarsi entro 45 giorni dalla data di registrazione. I Vigili Urbani provvederanno quindi a verificare la sussistenza dei requisiti e l’effettivo trasferimento del cittadino e della famiglia presso la nuova abitazione.

Se entro i 45 giorni non ci sarà stata contestazione o conferma da parte dell’amministrazione, in base a quanto stabilito dall’istituto del silenzio-assenso, il cambio di residenza si considera effettuato.

cosa fare dopo l'acquisto di un immobile

I documenti.

I tuoi documenti devono essere aggiornati con i nuovi dati. Per quanto riguarda la patente e il libretto di circolazione, è possibile compilare un apposito mdulo presso gli uffici del Comune per ricevere per posta dei tagliandi adesivi che contengono le nuove informazioni. Basterà applicare queste etichette ai documenti per aggiornarli.

La carta di identità invece resta valida e invariata fino alla sua scedenza e non deve essere modificata.

Voltura e attivazione delle utenze.

Se hai acquistato una casa di nuova costruzione sarà sufficiente la matricola del contatore per attivare le utenze.

Altrimenti, per subentrare in un’utenza già esistente, procurati il codice cliente e matricola del contatore, l’ultima lettura, i dati del precedente intestatario e contatta i vari gestori chiamando i seguenti numeri:

  • Elettricità e gas: ENEL 800 900 860, dalle 7 alle 22 dal lunedì alla domenica.
  • Acqua: Acque S.p.A. 800 982 982.
  • Telefono: Telecom 187.
  • Televisione: il canone RAI sarà addebitato automaticamente in fattura dal vostro fornitore di energia elettrica, una volta che gli avrete fornito i vostri dati.

Pagamento delle imposte.

  • L’Imposta Municipale Unica (IMU) e la Tassa sui Servizi Indivisibili (TASI): La tassa sulla prima casa non di lusso è stata abolita nel 2016, mentre l’imposta è dovuta nel caso in cui l’immobile sia qualificato come casa di lusso o sia seconda casa. Si tratta di un pagamento dilazionato in due scadenze annuali (fissate una a giugno e l’altra a dicembre) in base al valore catastale della casa. L’acquirente, dopo l’acquisto di un immobile, non deve effettuare alcuna comunicazione.
  • Tassa sui rifiuti: E’ una tassa comunale; oltre al possesso dell’immobile devono essere comunicati all’Ufficio Tributi del Comune: il numero di abitanti, i mq calpestabili al netto di mura interne e esterne, esclusi i terrazzi, ma comprese cantine e autorimesse. Sulla base di queste informazioni viene calcolata la quota da pagare.
  • IRPEF: L’IRPEF dovuta sul reddito da immobili è calcolata nella Dichiarazione dei Redditi (Modello 730 o Modello UNICO), da presentare l’anno successivo a quello di acquisto, in proporzione agli effettivi giorni di possesso della casa. Per alcuni immobili è possibile usufruire di un regime fiscale particolare, la cedolare secca, che si applica a tutti i fabbricati a destinazione abitativa e relative pertinenze.

Il cambio di residenza deve essere comunicato anche…

Dopo l’acquisto di un immobile è d’obbligo informare del cambio di residenza anche la propria banca, la propria compagnia di assicurazione e la posta, tramite raccomandata o comunicazione diretta. Così tutte le operazioni riporteranno l’indirizzo aggiornato.

Per evitare disguidi, Poste Italiane ha messo a disposizione un servizio molto utile che permette di inoltrare tutta la posta dal vecchio al nuovo indirizzo. Il servizio si chiama Seguimi ed è attivabile presso un ufficio postale abilitato oppure online.

Inoltre il cambio di residenza deve essere comunicato anche alla Asl, pur mantenendo lo stesso medico curante.

Le detrazioni post acquisto.

Le agevolazioni per l’acquisto della Prima Casa non sono le uniche previste. Ecco cosa puoi detrarre:

  • Il 19% della provvigione pagata all’Agenzia Immobiliare per il suo lavoro di intermediazione (solo se riferita all’acquisto di abitazione principale) fino a un importo di 1000 euro;
  • il 50% delle spese sostenute in caso di ristrutturazione dell’immobile. La percentuale varia a seconda del tipo di intervento eseguito. Dal 1 gennaio 2012 la detrazione sulla ristrutturazione spettante al venditore, si trasferisce direttamente all’acquirente a meno che non sia stato stipulato un accordo diverso in sede di compravendita.
  • Il 50% del costo di costruzione di un’eventuale autorimessa pertinenziale all’abitazione acquistata da costruttore.
  • Se è maturato il diritto relativo al Credito di Imposta previsto per la vendita di un’abitazione acquistata coi benefici Prima casa, si può inserire nella dichiarazione dei redditi per l’anno successivo.

L’Agenzia ARTECASA Immobiliare è a tua disposizione per qualsiasi altro chiarimento su cosa devi fare dopo l’acquisto di un immobile.